Cyber Readiness Report 2026: perché le PMI italiane sono sempre più attente ai rischi cyber legati all'Intelligenza Artificiale

L'Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui le aziende lavorano, innovano e crescono. Ma mentre le opportunità aumentano, crescono anche i rischi. Le piccole e medie imprese italiane ne sono pienamente consapevoli e, secondo l'ultima edizione dell'Hiscox Cyber Readiness Report 2026, sono tra le più attente in Europa alle minacce informatiche legate all'IA. 

Il 44% dei decision maker delle PMI italiane considera infatti i rischi di sicurezza associati all'Intelligenza Artificiale una delle tre principali preoccupazioni per il proprio business, una percentuale superiore alla media europea del 35%. 

Questa crescente consapevolezza arriva in un momento in cui la diffusione dell'IA sta modificando rapidamente il panorama delle minacce informatiche. Dalle vulnerabilità nella supply chain digitale fino agli attacchi automatizzati e alle esposizioni derivanti da fornitori terzi, le superfici di rischio si stanno ampliando e diventano sempre più difficili da controllare.

Meno attacchi, ma con un impatto maggiore

I dati mostrano una situazione apparentemente positiva: negli ultimi dodici mesi il 26% delle PMI italiane ha subito almeno un attacco informatico andato a buon fine, rispetto a una media globale del 29%. 

Tuttavia, quando un attacco ha successo, le conseguenze tendono a essere particolarmente rilevanti. Le aziende italiane colpite hanno registrato in media 5,2 violazioni andate a buon fine, un dato superiore alla media europea di 4,5.

Tra le minacce più diffuse emergono l'uso improprio delle risorse IT, come attività di cryptomining non autorizzate o l'hosting di botnet, la Payment Diversion Fraud e gli attacchi Distributed Denial of Service (DDoS). I principali punti di accesso degli attaccanti includono dispositivi IoT, vulnerabilità della supply chain, infrastrutture DDoS e attività di phishing o social engineering. 

Quando un incidente cyber diventa un problema di business

Se in passato gli attacchi informatici erano considerati prevalentemente un problema tecnologico, oggi il loro impatto si estende direttamente ai risultati aziendali.

Il report evidenzia come il 33% delle aziende italiane colpite abbia perso da una a due intere giornate lavorative a causa di un incidente informatico. Ma i danni non si fermano ai tempi di inattività. 

Più di un terzo delle imprese coinvolte, il 37%, ha perso opportunità commerciali o partnership strategiche in seguito a un attacco cyber, la percentuale più elevata tra tutti i dieci mercati analizzati a livello globale. 

Le conseguenze finanziarie possono essere altrettanto significative: il 29% delle aziende ha subito sanzioni rilevanti e il 23% ha dichiarato che l'incidente ha messo concretamente a rischio la solvibilità dell'organizzazione. Parallelamente, molte imprese hanno registrato danni reputazionali e un peggioramento delle performance aziendali complessive. 

In altre parole, la cybersecurity non è più soltanto una questione di protezione dei sistemi informatici, ma una componente fondamentale della continuità aziendale e della competitività sul mercato. 

Le PMI italiane investono sempre di più nella cyber resilience

Di fronte a questo scenario, le aziende italiane stanno aumentando i propri investimenti in resilienza informatica.

Secondo il report, le PMI italiane spendono in media 63.550,72 euro all'anno per rafforzare la propria cyber resilience, un valore che colloca l'Italia al secondo posto in Europa, dietro soltanto alla Spagna. 

Questo dato riflette una maggiore comprensione del fatto che la protezione informatica richiede un approccio continuo che combina tecnologia, processi, formazione e pianificazione della risposta agli incidenti.

Il ruolo sempre più importante dell'assicurazione cyber

Un altro elemento che emerge chiaramente dal report riguarda la crescente diffusione delle coperture assicurative cyber tra le PMI italiane.

Oggi il 31% delle imprese acquista una polizza cyber dedicata, mentre un ulteriore 34% beneficia di una copertura attraverso programmi assicurativi aziendali più ampi. Complessivamente, il 65% delle PMI italiane dispone di una qualche forma di protezione assicurativa contro i rischi informatici. 

Ma la vera sfida non riguarda semplicemente l'esistenza di una copertura, bensì la sua adeguatezza rispetto ai rischi attuali. Le minacce informatiche stanno evolvendo rapidamente e i costi associati all'interruzione dell'attività continuano a crescere. Per questo motivo le aziende hanno bisogno di soluzioni che combinino prevenzione, assistenza specialistica e trasferimento del rischio. 

È interessante notare che tra le imprese assicurate, il 72% conferma che la propria polizza copre esplicitamente anche gli incidenti legati all'Intelligenza Artificiale. Inoltre, un ulteriore 25% delle aziende prevede di acquistare una copertura cyber nei prossimi dodici mesi. 

Guardare al futuro con maggiore resilienza

I risultati del Cyber Readiness Report 2026 mostrano un quadro chiaro: le PMI italiane riconoscono sempre più il legame tra cybersecurity, crescita e competità aziendale. Se da un lato l'adozione dell'Intelligenza Artificiale offre opportunità importanti, dall'altro introduce nuove sfide che richiedono investimenti mirati, governance del rischio e una strategia di resilienza a lungo termine.

In un contesto in cui gli attacchi informatici possono compromettere operatività, reputazione e opportunità di business, costruire una solida cyber resilience non è più una scelta opzionale: è un requisito essenziale per la crescita sostenibile delle imprese.

Informazioni sulla ricerca

Il Cyber Readiness Report 2026 di Hiscox è stato realizzato da Wakefield Research coinvolgendo 6.800 responsabili della cybersecurity ed esperti del settore operanti in aziende con meno di 250 dipendenti in dieci mercati. Il campione italiano comprendeva 300 responsabili della cybersecurity di aziende con meno di 250 dipendenti. La ricerca sul campo è stata condotta tra il 5th e il 17th giugno 2026.

I risultati relativi alle interruzioni operative e alle conseguenze successive agli attacchi informatici sono stati raccolti da organizzazioni che hanno subito un attacco cyber andato a buon fine nei 12 mesi precedenti.

Scaria il report completo.

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